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Mostra Ismaele Nones - Credevo di volare ma stavo cadendo

Credevo di volare ma stavo cadendo
di Ismaele Nones
A cura di Michela Eremita
Inaugurazione mostra 12.06.26 ore 17:30 Sala Lupe Palzzo Pubblico

“soltanto uno schema, e per giunta soltanto uno dei possibili schemi di raffigurazione, che corrispondono non alla percezione del mondo (…) ma semplicemente a una delle possibili interpretazioni del mondo”
— Pavel Aleksandrovič Florenskij, La prospettiva rovesciata, Adelphi 2005

Ismaele Nones (Trento, 1992) è l’artista scelto per dipingere il drappellone del Palio del 2 luglio 2026. Per approfondire la sua ricerca, i locali dei Magazzini del Sale e la Sala dei Pilastri del Museo Civico ospitano una mostra personale che raccoglie i dipinti realizzati dall'artista tra il 2021 e il 2026.Il titolo, Credevo di volare ma stavo cadendo, introduce il concetto di miraggio: un ribaltamento prospettico in cui l'aspettativa cede il passo alla realtà. La linea del volo si interrompe e si trasforma in caduta, forse in un precipitare. Questa potente metafora invita lo spettatore a non fidarsi dell’immediatezza visiva, affidando allo sguardo il compito di trovare un altrove, una tangente capace di schiudere panorami inediti. L’ armonia delle opere cela e pianifica sottili disequilibri: tutto ciò che appare passato è, in realtà, presente. Non ci troviamo di fronte a una didascalica riproposizione di antichi stilemi, ma a punti di vista che si muovono dal contemporaneo verso la tradizione, secondo un'ottica rovesciata. La mimesi stilistica qui non aiuta, bensì inganna, sfruttando l’illusione della familiarità. Le tele di Nones evocano soluzioni formali vicine alla cultura mediterranea e bizantina, radici storiche della stessa fulgida stagione artistica senese. Per l'artista si tratta di una cultura visiva e pratica ereditata dal padre, iconografo di professione e suo primo maestro. La disciplina dell’icona intreccia indissolubilmente il segno al significato e l'immagine al suo potenziale simbolico, all'interno di una griglia canonica in cui l'autore è chiamato a operare. Nones trae nutrimento da questo rigore, declinandolo in campiture piatte e nitide, prive di ombre, e in composizioni geometriche abitate da figure, elementi naturali, animali e geometrie architettoniche.Tuttavia, questo camminare sui bordi della storia genera un cortocircuito temporale: l’antico rivive nel presente e il presente nell’antico. Paesaggi e figure si smarcano improvvisamente dall'effetto déjà vu per ancorarsi al nostro tempo, dimostrando che l’artista non opera come un semplice citazionista. In questo rovesciamento, l’antico si fa moderno. I soggetti si spogliano della sfera sacra, così come i colori e le strutture compositive. Si avverte un tradimento della regola... ma lo è davvero? Il linguaggio di Ismaele Nones si distingue nel panorama pittorico attuale, dimostrando come i codici del passato siano sempre aperti a nuove tracce. Uno spazio di azione originale in cui le prospettive si ribaltano, ridefinendo il nostro modo di guardare.

Ismaele Nones vive e lavora a Torino. Ha studiato pittura all’Istituto d’Arte Alessandro Vittoria di Trento, proseguendo a Venezia il suo percorso formativo presso l’Accademia di Belle Arti dove ha frequentato il corso di scultura tra il 2013 e il 2018. Nel 2021 inizia a presentare il proprio lavoro con un progetto site-specific: per la Cappella di San Rocco a Mombarcaro realizza l’opera L’inadeguato, nell’ambito del progetto Chi illumina la grande notte a cura di Lunetta11. Intensa l’attività espositiva e tra le mostre personali abbiamo: A chi parlo quando parlo, curata da Stefano Riamondi, MAC Lissone (2025); Chiara confusione, Galleria d’Arte Niccoli, Parma (2024); Ismaele Nones, curata da Lunetta 11, showroom ERCO, Milano (2022); Forme ibride, curata da Gabriele Salvaterra, La seconda luna, Laives (BZ) e Buona Fortuna Ribelli, Galleria Lunetta 11, Borgata Lunetta. Tra le mostre collettive abbiamo: Biennale del mosaico contemporaneo, Ravenna (2025); Io sono una forza del passato, curata da Luca Beatrice, Gallerie d’Italia-Miart, Milano (2024); Pittura Italiana Oggi, curata da Damiano Gullì, Triennale Milano (2023); Popolo Nuovo, Lunetta11, ArtVerona (2022).

Nel 2023 è stato finalista del Premio Cairo e nel 2021 ha ricevuto il Premio Casarini Due torri ad ArtVerona.


Orario di ingresso
Il museo è aperto tutti i giorni dalle 10:00 alle 19:00
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